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La manifestazione di migliaia di cittadini nocoke svoltasi a Tarquinia sabato 4 febbraio 2006 è stata l'ennesima occasione di sensibilizzazione e di espressione del totale dissenso contro il progetto di riconversione a carbone delle centrali di Civitavecchia e di Montalto di Castro.
L'Alto Lazio si è riunito in un corteo di oltre 3000 persone formato da cittadini, studenti, agricoltori, movimenti e comitati locali contro il carbone, enti istituzionali (la quasi totalità di comuni e province di Roma e di Viterbo), associazioni ambientaliste e di tutela del patrimonio storico, per chiedere la firma del Presidente della Regione Lazio Marrazzo all'ordinanza di sospensione dei lavori della centrale Enel di Civitavecchia.
Il corteo seguito da più di 40 trattori si è fermato sulla strada statale Aurelia per rafforzare la protesta che da cinque anni i cittadini del Lazio Nord portano avanti affinchè le centrali ENEL vengano eliminate da questo territorio, ormai deturpato da più di 50 anni di servitù ENEL.
La marcia di protesta si è così trasformata in un presidio ad oltranza che ha occupato per oltre 36 ore la strada statale: sono state attrezzate tende da campeggio e striscioni accompagnati da musica e slogan contro il carbone. Nella serata di domenica, comprendendo il disagio arrecato alla circolazione stradale ma anche per il freddo intenso che imperversava, il presidio si è spostato all'interno del palazzo del Comune di Tarquinia, in cui i cittadini sono ancora riuniti in assemblea.
Sempre più cittadini nell'Alto Lazio sono convinti che uno sviluppo sostenibile sia non solo possibile, ma necessario! |